Divisione ereditaria tra fratelli litigiosi, novità

Le nuove linee della Corte di Cassazione nella divisione ereditaria tra fratelli litigiosi.

Di Roberto Campagnolo, avvocato con studio in Milano.

La Cassazione civile, sezione 2, con ordinanza n. 39036 del 09.12.2021, è recentemente tornata ad occuparsi del contenzioso in materia di divisione ereditaria.

Con riferimento a tale pronuncia, in relazione ad un immobile caduto in successione ereditaria il cui uso esclusivo sia riferito ad un unico soggetto,

sono dovuti, quale corrispettivo del godimento dell’immobile, i frutti civili.

I frutti civili ricompresi nel rendiconto in sede di domanda giudiziale di divisione, a seguito dell’apertura di un contenzioso per nullità del testamento ovvero per lesione della legittima, hanno poi un regime differente rispetto ai frutti naturali. Infatti, e secondo il principio di dichiaratività, ai sensi dell’art.757 c.c., mentre i frutti naturali entrano a far parte della comunione e quindi si ripartiscono pro – quota, i frutti civili vanno parametrati sul canone di locazione desunto in base al valore di mercato dell’immobile (cfr. Cass. n. 17879 del 03.07.2019).

La pronuncia di Cassazione mette, per così dire, un “punto fermo” in merito alla definizione, più ancora che al percepimento, dei frutti civili.

Essi, infatti, vanno riferiti al valore delle spese eseguite e non all’aumento di valore del bene immobile caduto in comunione e di cui il comunista abbia goduto in via esclusiva, a prescindere dal possesso di buona ovvero di mala fede, secondo il canone di locazione presunto e periodicamente rivalutato.

Anche per Cass. n 20394 del 05.09.2013 il comproprietario di un bene fruttifero senza titolo giustificativo, in qualità di possessore del bene, deve corrisponderne i frutti civili.

Sotto il concorrente profilo del lucro cessante (impedito, e non solo interrotto), qualora gli altri partecipanti alla comunione siano stati pretermessi, il godimento indiretto del bene tramite la percezione dei frutti civili deve essere sempre concesso.

Secondo Cass. n. 7881 del 06.04. 2011, infine, nel caso in cui un comunista abbia goduto in via esclusiva i diritti sull’immobile senza un titolo giustificativo, deve corrispondere i frutti civili calcolati sulla base del prezzo di mercato dal tempo di stima della divisione a quello della pronuncia.

Un altro delicato punto della questione concerne l’indennità di godimento, che la Suprema Corte ritiene ricompresa nel rendiconto in sede di divisione ereditaria, con riferimento specifico al contenzioso da cui la pronuncia della Corte muove.

A ben vedere, la Suprema Corte affronta il tema dell’uso esclusivo di bene in comproprietà, e del corrispettivo che spetta ai comunisti per la lesione del loro diritto di fruire di tale bene.

A tale proposito viene in soccorso l’art. 1102, il quale individua limiti ben precisi. Contestualizzando tale articolo con riferimento all’eredità, ciascun erede può infatti utilizzare il bene comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri condomini di servirsi del bene e di trarne utilità.

Rispettando questi limiti anche l’uso esclusivo del bene comune esclude in radice per gli altri comunisti di avere alcun diritto al risarcimento del danno, tranne il caso di occupazione abusiva.

Il giudizio di divisione, richiamato nelle sentenze di cui si discute, ha natura costitutiva e non dichiarativa, e il riconoscere ciò ha motivato una pronuncia di Cassazione Civile a Sezioni Unite, n. 25021 del 07.10.2019.

Un altro interessante aspetto toccato da Cassazione concerne l’applicazione analogica del contratto di mandato, espresso ovvero tacito, nel caso di possesso esclusivo di cosa comune (Cass. n. 4633 del 27.04.1991).

Ai sensi della sentenza n. 5135 del 21.02.2019, quale mandatario ovvero utile gestore, il possessore esclusivo di cosa comune ha diritto al rimborso delle spese, trattandosi di debito di valore e non di valuta, esclusa comunque la rivalutazione monetaria.

Nell’ipotesi, ricorrente nel caso di specie da cui muove Cassazione, di domanda di rendiconto in sede contenzioso in merito a divisione ereditaria, l’utilizzo del bene comune da parte di uno solo dei comunisti si configura quindi come mandato, afferendo la natura contrattuale di tale istituto a un diritto reale. Solo la violazione di tale contratto a causa dell’esclusione degli altri comunisti, nella fattispecie in sede di divisione ereditaria, motiva il diritto alla percezione di frutti civili, in ciò in accordo con la sistematica del nostro Codice.